Studio di Fase 1/2: Evofosfamide con Inibitori del Checkpoint Immunitario per Tumori Avanzati
Un nuovo studio clinico sta testando se la combinazione di evofosfamide, un farmaco attivato dall’ipossia, con gli inibitori del checkpoint immunitario zalifrelimab e balstilimab possa superare la resistenza nei tumori avanzati. L’approccio si concentra sull’interruzione dell’ambiente ipossico all’interno dei tumori, noto per bloccare le risposte immunitarie e favorire un clima immunosoppressivo. Mirando specificamente a queste aree prive di ossigeno, l’evofosfamide potrebbe aprire la porta alle cellule T per attaccare le cellule tumorali che prima erano protette.
Lo studio è suddiviso in due parti: uno studio di escalation della dose di Fase 1 e un’espansione di Fase 2. I ricercatori determineranno prima la dose massima tollerata di evofosfamide insieme ai due inibitori del checkpoint, quindi testeranno la combinazione in tre coorti di cancro: cancro alla prostata, cancro al pancreas e cancro della testa e del collo HPV-negativo. I risultati di ciascun gruppo saranno analizzati in modo indipendente per valutare la sicurezza e l’efficacia del trattamento.
In caso di successo, la terapia potrebbe offrire nuova speranza ai pazienti con tumori resistenti ad altri trattamenti. Combinando la capacità di interrompere l’ipossia con il potere dell’inibizione del checkpoint immunitario, lo studio potrebbe aprire la strada a un approccio più efficace per combattere i tumori difficili da trattare.
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