Il Farmaco Q702 Mostra Risultati Promettenti nei Primi Studi: Potrebbe Essere Utile Contro il Cancro alla Prostata
Q702 è stato testato su 51 pazienti con tumori solidi avanzati, che vanno dai tumori del polmone a quelli del pancreas.
Sebbene lo studio non abbia evidenziato specificamente il cancro alla prostata, il suo focus sui tumori solidi e il meccanismo del farmaco lo rendono molto rilevante per gli uomini che combattono il cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), una forma particolarmente aggressiva della malattia.
Q702 agisce bloccando tre proteine — Axl, Mer e CSF1R — che i tumori usano per crescere, diffondersi ed eludere il sistema immunitario. Nel cancro alla prostata, Axl e Mer sono noti responsabili della resistenza ai farmaci come l’enzalutamide, mentre CSF1R aiuta i tumori a nascondersi dagli attacchi immunitari reclutando cellule immunitarie protettive. Spegnendo queste vie, Q702 non solo rallenta la crescita del tumore, ma raduna anche il sistema immunitario del corpo per reagire, una strategia che potrebbe essere una svolta per i pazienti con cancro alla prostata.
Dei 46 pazienti valutati per la risposta, 12 hanno raggiunto la malattia stabile — il che significa che il loro cancro ha smesso di crescere — con sei che sono rimasti stabili per oltre 16 settimane, un’impresa significativa per pazienti così pesantemente pretrattati. Quattro di questi responder a lungo termine assumevano la dose di 120 mg, che è stata scelta come dose raccomandata per studi futuri grazie al suo equilibrio tra sicurezza ed efficacia.
La sicurezza è stata un punto di forza per Q702. La maggior parte degli effetti collaterali era lieve, tra cui affaticamento, nausea, alterazioni del gusto (disgeusia) e aumenti temporanei degli enzimi epatici o muscolari (AST/ALT/CPK). Effetti collaterali più gravi, come aumenti di enzimi di grado 3, erano rari e reversibili, legati all’effetto del farmaco sulle cellule immunitarie del fegato (cellule di Kupffer) и del cervello (cellule microgliali). Problemi neurologici lievi, come sonnolenza o alterazioni del gusto, sono comparsi a dosi più elevate ma erano gestibili. Non sono stati segnalati effetti collaterali gravi (grado 4 o 5) e la dose massima tollerata non è stata raggiunta, sottolineando la tollerabilità di Q702 — un fattore critico per i pazienti con cancro alla prostata, che spesso affrontano complesse sfide di salute.
Lo studio ha anche mostrato che Q702 colpisce efficacemente i suoi bersagli. A dosi basse come 30 mg, ha bloccato completamente Axl e CSF1R, con una deplezione completa di alcune cellule immunitarie (monociti non classici) alla dose di 120 mg, un indicatore del suo potere immuno-modulante. Ciò potrebbe rendere Q702 un forte candidato per le terapie di combinazione, abbinandolo ai farmaci esistenti per il cancro alla prostata o alle immunoterapie per aumentarne l’impatto.
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