Studio di Fase 1: NXP900 per Superare la Resistenza nel Cancro alla Prostata Avanzato
NXP900 mira alla famiglia di chinasi SRC (SFK), proteine che sono normalmente silenti nei tessuti sani ma diventano altamente attive nelle cellule tumorali, guidando la crescita, l’invasione e la sopravvivenza del cancro.
Ciò che rende NXP900 unico è il suo meccanismo di legame di tipo 1.5, che blocca le chinasi SRC e YES1 in una forma chiusa e inattiva. Questo non solo blocca la loro attività enzimatica, ma interrompe anche la loro capacità di assistere le reti di segnalazione che promuovono il cancro, qualcosa che gli inibitori SFK tradizionali faticano a raggiungere. È importante sottolineare che NXP900 è altamente selettivo per le SFK, minimizzando il rischio di effetti collaterali.
Per i pazienti con cancro alla prostata, la scoperta più entusiasmante proviene da studi preclinici che suggeriscono che NXP900, specialmente in combinazione con osimertinib ed enzalutamide, potrebbe invertire la resistenza acquisita nei modelli di mCRPC. La resistenza al trattamento è uno dei maggiori ostacoli nel cancro alla prostata avanzato e una terapia in grado di ripristinare la sensibilità potrebbe colmare una lacuna critica.
Attualmente, NXP900 è in fase di sperimentazione in uno studio clinico di Fase 1 per pazienti con tumori solidi avanzati (incluso quello alla prostata). I primi risultati mostrano che è biologicamente attivo e ha un profilo di sicurezza gestibile, con effetti collaterali principalmente lievi come affaticamento e nausea. Studi farmacodinamici hanno confermato che NXP900 inibisce efficacemente il suo bersaglio previsto nel corpo.
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