Aspirina: Nuove Prospettive sul suo Meccanismo di Interazione con il Cancro
Il ruolo dell’aspirina nella terapia del cancro rimane un argomento di dibattito in corso. In alcuni tipi di cancro (come il cancro del colon-retto, in particolare nei pazienti con sindrome di Lynch) il suo beneficio come trattamento adiuvante è stabilito sia statisticamente che clinicamente.
Per altri tipi di cancro, tuttavia, l’evidenza è limitata a studi retrospettivi. Ora, un nuovo studio pubblicato a maggio 2025 su Nature offre una visione su un meccanismo aggiuntivo attraverso il quale l’aspirina potrebbe aiutare a combattere il cancro.
Potrebbe essere rilevante anche per il cancro alla prostata? Teoricamente sì, perché il meccanismo descritto sembra essere comune a più tipi di cancro, incluso quello alla prostata.
Lo studio rivela che l’aspirina, un farmaco comune, può aiutare a fermare la diffusione del cancro potenziando il sistema immunitario. Questa ricerca di Yang et al. offre un modo semplice per combattere la metastasi, il processo in cui il cancro si sposta in nuove parti del corpo, causando il 90% dei decessi per cancro.
Lo studio ha scoperto che l’aspirina riduce la diffusione del cancro nei topi con tumori come il melanoma e il cancro ai polmoni. Negli esperimenti, i topi trattati con aspirina avevano meno tumori nei polmoni e nel fegato rispetto ai topi non trattati. Ciò è accaduto perché l’aspirina aiuta le cellule immunitarie, chiamate cellule T, ad attaccare le cellule tumorali che cercano di diffondersi. La ricerca rileva anche che studi sull’uomo mostrano che gli utilizzatori di aspirina hanno un rischio inferiore di metastasi (64% in meno) e meno decessi per cancro nei casi in fase iniziale (49% in meno), specialmente in tumori come il cancro del colon-retto con forti marcatori immunitari.
Quando le cellule tumorali cercano di diffondersi, le cellule T dovrebbero fermarle, ma le piastrine rilasciano una molecola chiamata TXA2 che indebolisce le cellule T, lasciando fuggire il cancro. L’aspirina blocca un enzima (COX-1) nelle piastrine, fermando la produzione di TXA2. Con meno TXA2, le cellule T rimangono forti, si moltiplicano e rilasciano proteine come l’IFNγ per uccidere le cellule tumorali. Nello studio, i topi senza TXA2 (a causa dell’aspirina o di cambiamenti genetici) avevano meno metastasi perché le loro cellule T funzionavano meglio. È come se l’aspirina togliesse un freno, permettendo alle cellule T di combattere più duramente.
I risultati suggeriscono che l’aspirina potrebbe aiutare a prevenire la diffusione del cancro nelle persone, specialmente quelle con cancro in fase iniziale a rischio di metastasi. Lo studio ha mostrato che l’aspirina funziona meglio quando le cellule T sono attive, il che potrebbe spiegare perché aiuta di più alcuni pazienti. La ricerca suggerisce anche che gli effetti dell’aspirina potrebbero essere più forti nei tumori con risposte immunitarie attive, come il cancro del colon-retto.
Il basso costo dell’aspirina la rende uno strumento promettente, ma sono necessari ulteriori studi per confermare come funziona in diversi tipi di cancro e persone. I ricercatori suggeriscono di sviluppare nuovi farmaci che mirino al TXA2 in modo più preciso per evitare gli effetti collaterali dell’aspirina. Per ora, questo studio offre la speranza che un farmaco familiare possa impedire al cancro di diffondersi potenziando il sistema immunitario.
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!