Riassunto Del Sottostudio C PC-BETS: Darolutamide In mCRPC Selezionato Per Biomarcatori
Lo studio ombrello di fase II PC-BETS del Canadian Cancer Trials Group, condotto tramite il Vancouver Prostate Centre, ha esaminato quasi 600 pazienti con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) utilizzando il DNA tumorale circolante (ctDNA) per identificare alterazioni genomiche actionable.
Il sottostudio C, presentato all’ASCO 2025, ha valutato darolutamide (600 mg due volte al giorno) in 57 pazienti con alterazioni del recettore degli androgeni (AR),29 con amplificazione dell’AR e 28 con mutazioni dell’AR (ad es., T878A, L702H), dopo progressione su precedenti inibitori della via del recettore degli androgeni (ARPI) come abiraterone o enzalutamide, ma escludendo il docetaxel precedente.
La logica era la struttura unica di darolutamide, che gli studi preclinici suggerivano potesse superare la resistenza agli ARPI dovuta all’amplificazione dell’AR o a mutazioni del dominio di legame del ligando. L’endpoint primario, il tasso di beneficio clinico (CBR: declino del PSA ≥50%, risposta completa/parziale RECIST o malattia stabile ≥12 settimane), ha mostrato risposte modeste, paragonabili ad altri cambi da ARPI a ARPI.
I pazienti con numero di copie dell’AR >10 hanno mostrato un certo beneficio arricchito, ma l’attività complessiva non era sufficientemente robusta da alterare la pratica clinica.
Lo studio evidenzia la fattibilità dell’oncologia di precisione guidata dal ctDNA e le sfide nel mirare alle alterazioni dell’AR in mCRPC pesantemente pretrattato, sottolineando la necessità di terapie più potenti in questo contesto.
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