Fase 3: xaluritamig (AMG 509) in combinazione con abiraterone nel mCRPC

Un ampio studio clinico internazionale di fase 3 sta valutando una nuova combinazione terapeutica per uomini con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) che non hanno ancora ricevuto chemioterapia (nei contesti di resistenza alla castrazione, la chemioterapia ricevuta in fase ormonosensibile si  è consentita). Lo studio confronta xaluritamig (AMG 509) in combinazione con abiraterone acetato rispetto alla terapia standard scelta dallo sperimentatore (docetaxel, cabazitaxel o abiraterone da solo) in un disegno randomizzato e in aperto, che prevede l’arruolamento di circa 750 partecipanti. L’obiettivo principale è determinare se la combinazione migliori la sopravvivenza globale rispetto alle attuali opzioni terapeutiche; tra le misure secondarie figurano la progressione della malattia, la risposta del PSA, la sicurezza e la qualità della vita.

Xaluritamig è attualmente oggetto di valutazione in altri cinque studi clinici sia nel cancro alla prostata resistente alla castrazione che in quello sensibile agli ormoni, per esplorarne il potenziale in diverse fasi della malattia.

Xaluritamig è un avanzato attivatore bispecifico dei linfociti T (bispecific T-cell engager) progettato per collegare i recettori CD3 del sistema immunitario con STEAP1, una proteina espressa in oltre il 95% dei tumori prostatici. Questo collegamento attiva i linfociti T affinché riconoscano e distruggano le cellule tumorali, offrendo un approccio immunoterapico di precisione. L’abiraterone, già terapia standard, inibisce la sintesi degli androgeni attraverso il blocco dell’enzima CYP17. Insieme, i due agenti combinano l’attivazione immunitaria con la soppressione ormonale — due vie cruciali nella progressione del cancro alla prostata.

Questa combinazione è pensata per pazienti che hanno sviluppato resistenza alla terapia di deprivazione androgenica ma che non hanno ancora ricevuto chemioterapia, una popolazione con opzioni terapeutiche limitate. Mirando sia al sistema immunitario sia al segnale androgenico, i ricercatori sperano di ritardare la progressione della malattia e prolungare la sopravvivenza prima che la chemioterapia diventi necessaria.

La combinazione xaluritamig–abiraterone segue una tendenza incoraggiante nella ricerca sul cancro alla prostata, in cui le strategie combinatorie stanno mostrando un potenziale sempre più promettente.

Trial clinico.

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