Analisi per sottogruppi dello studio ARASENS

Lo studio ARASENS, un ampio studio di fase 3, ha valutato l’impatto dell’aggiunta di darolutamide, un nuovo inibitore del recettore degli androgeni, al trattamento standard costituito da terapia di deprivazione androgenica (ADT) e chemioterapia con docetaxel nei pazienti con carcinoma della prostata metastatico sensibile agli ormoni (mHSPC). Una recente analisi per sottogruppi si è concentrata sul verificare se i benefici di questa combinazione si estendano a tutte le fasce d’età.

In questa analisi, i pazienti sono stati suddivisi in minori di 75 anni e di età pari o superiore a 75 anni. Entrambi i gruppi presentavano un’elevata incidenza di comorbidità ed erano in terapia con numerosi farmaci, riflettendo la complessità del trattamento dei pazienti più anziani. Darolutamide ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale in entrambe le categorie di età rispetto al placebo. Nei pazienti sotto i 75 anni, il rischio di morte si è ridotto del 30%, mentre nei pazienti di 75 anni o più la riduzione è stata del 39%. Analogamente, darolutamide ha ritardato in modo marcato la progressione verso il carcinoma della prostata resistente alla castrazione e ha posticipato la necessità di avviare nuove terapie. Questi miglioramenti si sono tradotti in guadagni sostanziali in termini di mesi vissuti senza progressione di malattia; ad esempio, i tempi mediani alla progressione sono più che raddoppiati nei pazienti trattati, passando da circa 19 mesi senza darolutamide a oltre 40 mesi con il farmaco.

È importante sottolineare che il profilo di sicurezza della combinazione con darolutamide è risultato coerente tra le diverse fasce d’età. Sebbene i pazienti più anziani abbiano sperimentato leggermente più eventi avversi emergenti dal trattamento, la tollerabilità complessiva è stata favorevole e comparabile a quella dei pazienti più giovani. Ciò suggerisce che l’età e le comorbidità comuni non dovrebbero escludere i pazienti dal ricevere questa efficace terapia tripla. I risultati evidenziano che darolutamide in combinazione con ADT e docetaxel dovrebbe essere considerata uno standard di cura per il carcinoma della prostata metastatico sensibile agli ormoni, offrendo benefici di sopravvivenza significativi senza un sostanziale aumento del rischio, anche nelle popolazioni più anziane.

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