Modello NADIR: un framework prognostico per la stratificazione precoce del trattamento nell’mHSPC

I medici che trattano il carcinoma prostatico avanzato iniziano i pazienti con una terapia ormonale associata a un farmaco chiamato inibitore della via del recettore degli androgeni, o ARPI. Questi farmaci funzionano bene per molti uomini, ma i clinici devono attendere sei mesi per verificare se il livello di PSA nel sangue scende molto in basso, a 0,2 nanogrammi per millilitro o meno. Questo PSA molto basso è un forte predittore di risposta duratura. Tuttavia, attendere sei mesi può essere rischioso: il tumore potrebbe progredire nel frattempo, rendendo il trattamento successivo più difficile.

I metodi attuali per stimare il rischio, come la misurazione delle dimensioni o della diffusione del tumore, non sono sufficientemente accurati. Metà dei pazienti classificati come a basso rischio presenta comunque un carico tumorale elevato. Prima dell’inizio della terapia non esisteva uno strumento in grado di prevedere chi avrebbe ottenuto precocemente questa profonda riduzione del PSA.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature, ha sviluppato un semplice strumento matematico chiamato modello NADIR per rispondere a questa esigenza. Il modello utilizza dati provenienti da quattro grandi studi: LATITUDE, TITAN, ARASENS ed ENZAMET. Questi studi hanno valutato tre ARPI (abiraterone, apalutamide e darolutamide) oltre a enzalutamide. Il modello si basa su informazioni facilmente disponibili all’inizio del trattamento: livello di PSA, conta dei globuli rossi, peso e altezza corporei, età, categoria di volume tumorale, presenza di metastasi viscerali e se la malattia è di nuova diagnosi o recidiva. Lo strumento stima la probabilità di raggiungere un PSA ≤0,2 entro sei mesi.

Il modello è stato testato su migliaia di uomini. I dati dei bracci LATITUDE, TITAN e ARASENS sono stati utilizzati per l’addestramento e la validazione, mentre ENZAMET ha fornito una validazione esterna. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi uguali in base alla probabilità prevista. Nel gruppo migliore, il 92% ha raggiunto il PSA basso; nel gruppo peggiore, solo il 39%. Il modello ha mostrato una buona calibrazione tra previsioni e risultati reali.

Questa previsione sembra essere direttamente collegata alla sopravvivenza. Gli uomini nel gruppo migliore avevano una sopravvivenza dell’80% a quattro anni. Nel gruppo peggiore la sopravvivenza era del 56%, con una differenza del 24%. Ciò significa che i medici possono intervenire prima: i pazienti con risposta prevista scarsa potrebbero ricevere subito terapie aggiuntive, come più chemioterapia, prima che il tumore peggiori, mentre i buoni rispondenti potrebbero in seguito ridurre l’intensità del trattamento una volta confermata la risposta.

Lo strumento non sostituisce il monitoraggio del PSA nel tempo, ma fornisce indizi precoci per orientare le decisioni terapeutiche. Un calcolatore online lo rende gratuito e semplice da usare per medici e pazienti. Chiunque può inserire i propri dati iniziali e visualizzare la probabilità stimata.

Fonte.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento