Studio di Fase 2: Ritardare il Trattamento Sistemico nel Cancro alla Prostata Metastatico – Un Nuovo Approccio

Un recente studio suggerisce un nuovo approccio per il trattamento del cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione oligoprogressivo (mCRPC) che potrebbe ritardare significativamente la necessità di un trattamento sistemico più aggressivo. L’approccio standard per i pazienti con mCRPC che mostrano segni di progressione è il trattamento sistemico di linea successiva (NEST). Tuttavia, lo studio MEDCARE ha studiato l’efficacia di un approccio di terapia diretta alla progressione (PDT) per i pazienti con un numero limitato di lesioni nuove o in progressione.

La PDT prevede di mirare la radioterapia a queste lesioni specifiche mentre il paziente continua la sua terapia sistemica in corso. Lo studio, uno studio prospettico, a braccio singolo e non randomizzato di fase 2, ha scoperto che la PDT ha portato a una sopravvivenza mediana libera da NEST (NEST-FS) di 17 mesi. Ciò significa che, in media, i pazienti che hanno ricevuto la PDT sono stati in grado di ritardare la necessità di NEST per 17 mesi. È importante sottolineare che lo studio ha anche scoperto che la PDT era associata a una tossicità molto bassa, senza che nessun paziente manifestasse tossicità di grado ≥3.

Questa ricerca suggerisce che la PDT possa essere un modo sicuro ed efficace per ritardare la necessità di NEST nei pazienti con mCRPC oligoprogressivo. Ciò è particolarmente importante perché il NEST può spesso avere effetti collaterali significativi. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati e per determinare quali pazienti hanno maggiori probabilità di beneficiare della PDT.
I risultati completi dello studio MEDCARE sono stati pubblicati sulla rivista European Urology Oncology.

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