Studio di fase 1 per RAD 402, radioligando a base di terbio per carcinoma della prostata metastatico o localmente avanzato
Il Comitato Etico per la Ricerca Umana australiano ha approvato l’avvio di uno studio terapeutico di fase 1 first-in-human su RAD 402, un anticorpo monoclonale diretto contro KLK3 (PSA) marcato con terbio-161, destinato a pazienti con carcinoma della prostata metastatico o localmente avanzato. L’approvazione consente l’attivazione dei centri e l’inizio dell’arruolamento in Australia, segnando un traguardo rilevante per un radioterapico che combina un bersaglio specifico per la prostata con un isotopo progettato per intensificare il deposito di energia a livello sub-cellulare nei tumori.
RAD 402 è un anticorpo IgG1 umanizzato, progettato per legarsi a KLK3 con elevata affinità e per essere internalizzato dalle cellule prostatiche, con l’obiettivo di veicolare il carico radionuclidico nel tessuto tumorale limitando l’esposizione degli organi non bersaglio. Il bersaglio KLK3, il gene che codifica l’antigene prostatico specifico (PSA), è abbondantemente espresso nel tessuto prostatico e nella maggior parte degli adenocarcinomi prostatici, incluse le metastasi, fornendo un solido razionale biologico per un approccio radioterapico selettivo per la prostata.
La scelta del terbio-161 è centrale nel razionale del programma: a differenza degli emettitori esclusivamente beta, il 161Tb emette sia particelle beta a energia intermedia sia elettroni Auger e di conversione interna a bassa energia, concentrando una dose letale su distanze dell’ordine di nanometri-micrometri che potrebbero risultare particolarmente efficaci contro micrometastasi e cellule tumorali isolate, risparmiando al contempo i tessuti circostanti. Le comunicazioni aziendali indicano esplicitamente questo profilo di doppia emissione come fattore chiave dell’attesa attività antitumorale e come motivazione per l’avanzamento dell’agente alla sperimentazione clinica ora autorizzata dal punto di vista etico.
Studi preclinici di biodistribuzione in modelli murini xenotrapiantati hanno dimostrato un’elevata e selettiva captazione tumorale di RAD 402, con limitato accumulo a livello osseo e midollare e un pattern di escrezione epatica coerente con quello degli anticorpi monoclonali, supportando la traslazione clinica verso la valutazione first-in-human.
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