I vaccini anti-COVID-19 a mRNA migliorano gli esiti dell’immunoterapia?
Al Congresso ESMO 2025 sono stati presentati dati interessanti che mostrano come i vaccini anti-COVID-19 a mRNA migliorino significativamente gli esiti nei pazienti oncologici sottoposti a immunoterapia. Questo ampio studio retrospettivo, condotto dal MD Anderson Cancer Center in collaborazione con l’Università della Florida, ha analizzato dati clinici di oltre 1.000 pazienti con diversi tipi di cancro trattati tra il 2019 e il 2023. Lo studio si è concentrato sui pazienti trattati con inibitori dei checkpoint immunitari, una classe di farmaci che ha rivoluzionato il trattamento oncologico ma che presenta ancora tassi di risposta limitati in molti pazienti.
Il risultato principale è stato che i pazienti che avevano ricevuto un vaccino anti-COVID-19 a mRNA entro 100 giorni prima o dopo l’inizio dell’immunoterapia avevano una probabilità di sopravvivere a tre anni doppia rispetto ai pazienti non vaccinati. I benefici del vaccino sono stati particolarmente evidenti nei tumori tradizionalmente considerati “immunologicamente freddi”, tipicamente resistenti al blocco dei checkpoint immunitari, nei quali i pazienti vaccinati hanno mostrato un miglioramento della sopravvivenza a lungo termine quasi cinque volte superiore. Questi risultati suggeriscono che i vaccini a mRNA possano agire come potenti stimolatori immunitari, potenziando la capacità del sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
I modelli sperimentali preclinici hanno supportato queste osservazioni cliniche. I dati hanno dimostrato che la vaccinazione a mRNA aumenta l’espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali, creando un ambiente più suscettibile agli inibitori dei checkpoint e portando a una risposta immunitaria antitumorale potenziata. Tumori precedentemente resistenti all’immunoterapia hanno mostrato una crescita rallentata e una maggiore risposta quando trattati con la combinazione di vaccini a mRNA e farmaci di blocco dei checkpoint.
Sebbene i risultati derivino da analisi retrospettive, aprono prospettive entusiasmanti per studi clinici randomizzati prospettici volti a confermare il beneficio dell’integrazione dei vaccini a mRNA nei regimi di immunoterapia oncologica. Considerando che i vaccini a mRNA sono ampiamente disponibili, costo-efficaci e sicuri, il loro utilizzo potrebbe diventare un’importante aggiunta al blocco dei checkpoint immunitari, ampliando potenzialmente l’accesso all’immunoterapia a una gamma più ampia di pazienti, inclusi quelli con tumori precedentemente non responsivi ai trattamenti esistenti.
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!