Una svolta sulle cellule staminali consente terapie scalabili con cellule T helper

Ricercatori dell’Università della British Columbia hanno ottenuto un importante avanzamento nell’ingegneria delle cellule staminali, sviluppando un metodo affidabile per produrre cellule T helper a partire da cellule staminali in un ambiente di laboratorio controllato. Questa scoperta, descritta sulla rivista Cell Stem Cell, affronta un ostacolo persistente nella produzione delle terapie cellulari, rendendo i trattamenti più accessibili e scalabili per patologie che includono cancro, malattie infettive e disturbi autoimmuni. Le terapie cellulari ingegnerizzate come le CAR-T hanno mostrato risultati notevoli nel combattere tumori prima intrattabili, riprogrammando le cellule immunitarie in veri e propri farmaci viventi in grado di colpire i tessuti malati.

Attualmente, queste terapie devono affrontare costi elevati e lunghi tempi di attesa perché utilizzano le cellule del singolo paziente, richiedendo una produzione personalizzata che può durare settimane. Le opzioni “off-the-shelf”, prodotte in anticipo a partire da fonti rinnovabili di cellule staminali, offrono una soluzione consentendo la produzione su larga scala e la disponibilità immediata quando necessario. I trattamenti oncologici efficaci si basano su due protagonisti chiave del sistema immunitario: le cellule T citotossiche, che distruggono direttamente i tumori, e le cellule T helper, che agiscono come direttori d’orchestra, individuando le minacce e allertando altre cellule immunitarie, come le cellule T citotossiche, per una risposta più efficace e duratura.

Fino a oggi, i laboratori riuscivano a generare cellule T citotossiche dalle cellule staminali, ma incontravano difficoltà nel produrre in modo consistente cellule T helper funzionali. Il nuovo approccio risolve il problema regolando finemente un segnale di sviluppo critico noto come Notch, che deve attivarsi nelle fasi iniziali della crescita cellulare ma ridursi esattamente al momento giusto per consentire la formazione delle cellule T helper. Controllando con precisione il timing e l’intensità della riduzione di Notch, le cellule staminali possono essere indirizzate in modo mirato verso cellule T helper o citotossiche in condizioni compatibili con la bioproduzione reale.

Le cellule T helper ottenute non si limitano a imitare quelle naturali: funzionano in modo identico, mostrando marcatori di maturità, un ampio repertorio di recettori immunitari e la capacità di differenziarsi in sottotipi specializzati per diversi ruoli immunologici. Questo equilibrio tra tipi cellulari potenzia l’efficacia e la versatilità delle terapie derivate da cellule staminali, aprendo la strada a risposte più forti e durature contro il cancro e altre minacce. I lavori futuri valuteranno queste cellule nella distruzione dei tumori e nello sviluppo di varianti come le cellule T regolatorie per un utilizzo clinico più ampio, avvicinando terapie immunitarie scalabili ai pazienti di tutto il mondo.

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