Avanzamento nelle nanotecnologie: sollievo dal dolore osseo nel cancro alla prostata all’orizzonte
Uno studio promettente pubblicato questo mese su Science Advances introduce una nuova “neuroimmunoterapia” basata su un nanovettore chiamato LipoNCs@pGSDMB, progettato specificamente per le metastasi ossee come quelle del cancro alla prostata. Questo minuscolo e intelligente sistema di rilascio dei farmaci si attiva solo nell’ambiente ad alto stress ossidativo dei tumori ossei, fondendosi direttamente con la membrana delle cellule tumorali e rilasciando il suo carico direttamente nel nucleo della cellula, aggirando le trappole che bloccano i farmaci convenzionali.
All’interno di ogni nanoparticella agiscono in sinergia due potenti agenti. Il primo è un agonista STING, che riattiva il sistema immunitario, trasformando tumori ossei “freddi” in tumori “caldi” aumentando i linfociti T citotossici e riducendo le cellule immunosoppressive che proteggono il cancro. Il secondo è un plasmide di DNA che attiva la gasdermina B, inducendo le cellule tumorali prostatiche nell’osso a esplodere attraverso un processo chiamato piroptosi, rilasciando segnali che richiamano ulteriormente le difese dell’organismo mentre distruggono direttamente il tumore.
Ciò che rende questo approccio unico è la sua capacità di interrompere il circolo vizioso tra tumore e nervi. Le metastasi ossee prostatiche inducono la crescita di nuove fibre nervose che amplificano il dolore e favoriscono la crescita tumorale tramite segnali come il nerve growth factor. La nanoterapia ripristina i normali canali del calcio voltaggio-dipendenti (VGCC) sulle cellule tumorali (un’alterazione associata a prognosi peggiori nei campioni dei pazienti), bloccando i segnali del dolore e arrestando questo circuito di feedback.
Nei modelli murini che imitano la diffusione ossea (utilizzando cellule di carcinoma mammario, ma altamente rilevanti per la prostata per la biologia condivisa), poche iniezioni nella zampa hanno prodotto risultati straordinari: riduzione del tumore del 94%, completo sollievo dal dolore, ricostruzione della struttura ossea con maggiore densità minerale e meno fratture, e drastica riduzione dell’attività degli osteoclasti che degradano l’osso. L’immunità si è attivata sia localmente nell’osso sia a livello sistemico, con una diminuzione delle metastasi in altre sedi.
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!