Alterazioni genomiche e outcome di LuPSMA nell’mCRPC: un’indicazione prognostica

Alterazioni genomiche come mutazioni di TP53, PTEN e RB1 sono frequenti nel carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), ma il loro impatto sulla risposta alla terapia radioligandica con 177Lu-PSMA-617 (LuPSMA, Pluvicto) rimane poco esplorato. Un recente studio retrospettivo pubblicato sul Journal of Nuclear Medicine ha analizzato 72 pazienti con mCRPC trattati con almeno un ciclo di LuPSMA tra ottobre 2022 e ottobre 2024, tutti sottoposti a test genomici germinali o somatici.

Il risultato principale: i pazienti portatori di mutazioni TP53/PTEN/RB1 hanno mostrato una sopravvivenza globale (OS) significativamente inferiore, anche dopo aggiustamenti per età e razza, posizionando queste alterazioni dei geni oncosoppressori (TSG) come potenziali biomarcatori prognostici negativi in questo contesto.

Diversamente dall’OS, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) non è risultata compromessa da mutazioni di TP53/PTEN/RB1, BRCA1/2 o CHEK2/PALB2/ATM, e nessuna singola alterazione si è correlata con l’entità della riduzione del PSA rispetto al basale. Questa dissociazione tra endpoint di sopravvivenza sottolinea il ruolo complesso della genomica nella risposta ai radiofarmaci, dove il controllo tumorale a breve termine può persistere nonostante una maggiore letalità nelle sottopopolazioni mutate. Questi risultati sono in linea con dati più ampi sull’mCRPC, come gli abstract ASCO 2024 che mostrano pazienti con mutazioni TSG con una OS mediana fino a 35,8 mesi rispetto ai 67,2 mesi dei pazienti wild-type durante la terapia con LuPSMA.

Per clinici e ricercatori impegnati nell’oncologia di precisione nel carcinoma prostatico, questo lavoro evidenzia il valore della profilazione genomica pre-LuPSMA per la stratificazione del rischio. I pazienti con co-perdita di TP53/PTEN/RB1, noti driver di fenotipi aggressivi e simil-neuroendocrini, potrebbero richiedere un monitoraggio più intensivo o regimi combinati, come l’associazione di LuPSMA con inibitori PARP o nuovi ADC.

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