PCWG4 vs PCWG3: revisione della terminologia nel carcinoma prostatico avanzato
Il Prostate Cancer Working Group 4 (PCWG4), pubblicato nel febbraio 2026, introduce aggiornamenti centrati sul paziente nella progettazione degli studi clinici sul carcinoma prostatico avanzato, passando dal modello basato sugli stati clinici di PCWG3 a un framework basato sulle indicazioni terapeutiche. PCWG4 sostituisce termini ormai considerati obsoleti come “castration-resistant prostate cancer” (CRPC), “non-metastatic castration-resistant prostate cancer” (nmCRPC), “metastatic castration-resistant prostate cancer” (mCRPC), “hormone-sensitive prostate cancer” (HSPC) e “castration-sensitive prostate cancer” (CSPC), utilizzati da PCWG3 per descrivere la malattia in base ai livelli di testosterone, con la nuova terminologia basata su “androgen pathway modulation” (APM): APM-naïve/sensitive (APMN/S, precedentemente HSPC/CSPC) per stati non trattati o con risposta iniziale al trattamento, e APM-resistant (APMR, precedentemente CRPC) per progressione dopo diverse terapie oltre alla sola castrazione.
Questo cambiamento, guidato anche dal feedback dei pazienti riguardo un linguaggio percepito come poco sensibile e dall’aumento dell’uso di farmaci APM non basati sulla castrazione, come gli androgen receptor pathway inhibitors (ARPIs), riflette meglio la biologia moderna e il profiling seriale tramite biopsie. PCWG4 integra inoltre l’impiego della tomografia a emissione di positroni con prostate-specific membrane antigen (PSMA-PET) per stadiazione e progressione (nuove lesioni, non variazioni di SUV), in contrasto con l’affidamento di PCWG3 su TC e scintigrafia ossea convenzionali, aggiornando anche le regole per la scintigrafia ossea: ≥6 nuove lesioni confermano la progressione senza necessità di re-scan (rispetto alla conferma su due esami prevista da PCWG3 per qualsiasi nuova lesione). Nel complesso, questi aggiornamenti orientano gli studi verso biomarcatori, patient-reported outcomes (PROs, segnalazioni dirette dei pazienti su sintomi, qualità di vita e funzionalità tramite questionari validati) e maggiore diversità delle popolazioni studiate, ottimizzando endpoint come la radiographic progression-free survival (rPFS) in popolazioni eterogenee.
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